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venerdì, gennaio 05, 2007

La "misura" del tempo...

Quando l'uomo si è reso conto che non c'era la possibilità che il sole non sorgesse la mattina, ha cominciato a misurare il tempo... anche se non lo ha mai capito! Sentiva tuttavia la necessità che fosse qualcosa che si potesse misurare o con delle incisioni su ossa e pietre, o con dei geroglifici complicatissimi, o attraverso i computers.
L'umanità ha fatto passi da giganti nel misurare sempre più precisamente il tempo, ma non nello spenderlo...
Il dominio occidentale nel mondo ci fa dimenticare che ci sono altri calendari più vecchi del nostro. Nonostante noi ci troviamo solo nel 2007, per il calendario ebraico siamo nel 5767, i discendenti dei Maya nell' "indifferente" 5126, per i musulmani invece siamo appena nel 1427... invece con gli induisti c'è il problema della multiscissione. Separati il molte "sottoreligioni" e divinità locali, l'India cerca da anni di riunire gli oltre trenta calendari diversi in uno. In base ad una legge ufficiale il 2007 cristiano equivale all'anno 2551. I cinesi hanno dovuto confrontarsi con grandi problemi, in quanto chiunque prendeva il potere cambiava a proprio piacimento il alendario. Per loro però il giorno 18 Febbraio del 2007 si passerà dall'anno del Cane a quello del Maiale.
Dopo tutto questo ci rendiamo conto che la cosa più importante non è la misura del tempo, ma il come spenderlo...
Il denaro può comprare tutto - anche l'amore, come spiega Rhett Butler, nel film "Via col Vento", a Scarlett O'Hara -, tranne il tempo.
Questo blog non ha nessuna soluzione a tal proposito, desidererebbe però far riflettere, attraverso la poesia di Kostantinos Kavafis e la sua energia linguistica stregante, su quanto esso sia prezioso e su quanto sia necessario averne rispetto.
..

Candele
Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese -
dorate, calde e vivide.
.
Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte e storte.
.
Non le voglio vedere: m'accora il loro aspetto,
la memoria m'accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.
.
Non mi voglio voltare, ch'io non scorga, in un brivido,
come s'allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.
.
Kεριά
.
Του μέλλοντος η μέρες στέκοντ' εμπροστά μας
σα μια σειρά κεράκια αναμένα -
χρυσά, ζεστά, και ζωηρά κεράκια.
.
Η περασμένες μέρες πίσω μένουν,
μια θλιβερή γραμμή κεριών σβυσμένων·
τα πιο κοντά βγάζουν καπνόν ακόμη,
κρύα κεριά, λυωμένα, και κυρτά.
.
Δεν θέλω να τα βλέπω· με λυπεί η μορφή των,
και με λυπεί το πρώτο φως των να θυμούμαι.
Εμπρός κυττάζω τ' αναμένα μου κεριά.
.
Δεν θέλω να γυρίσω να μη διω και φρίξωτι
γρήγορα που η σκοτεινή γραμμή μακραίνει,
τι γρήγορα που τα σβυστά κεριά πληθαίνουν.