
Và e riferisci agli spartani, o straniero che passi, che obbedienti al loro comando
noi qui giacciamo.
Simonide
Non vorrei aggiungere altro, oltre questi versi, riguardo il film "300" di Frank Miller visto in anteprima mondiale in Grecia.

Và e riferisci agli spartani, o straniero che passi, che obbedienti al loro comando
noi qui giacciamo.
Simonide
Non vorrei aggiungere altro, oltre questi versi, riguardo il film "300" di Frank Miller visto in anteprima mondiale in Grecia.











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Ingredienti: 800 gr di filetti di pagro, 2 peperoncini rossi sminuzzati, 4 cucchiai di salsa di soia leggera, 1 cucchiaio di coriandolo fresco tritato, il succo di 2 lime, 100 ml di nam-pla (salsa di pesce tailandese), 4 cucchiai di birra, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, 40 gr di farina, 65 gr di maizena, 4 cucchiai di farina di cocco, olio di semi di girasole per friggere.
Tagliate i filetti in strisce di 2-3 cm di spessore. In una ciotola mettete metà del peperoncino, la salsa di soia, il coriandolo, il succo di lime e metà della nam-pla. Versate questa salsa sui filetti e lasciateli marinare per mezz’ora in frigorifero. Miscelate nel mixer il restante peperoncino, con l’altra metà di nam-pla, la birra, l’olio, la farina e la maizena. Aggiungete tanta acqua quanto basta a formare una pastella leggera. Lasciatela riposare per 10 minuti. In una padella profonda, fate scaldare bene l’olio. Togliete i filetti dalla marinatura ed immergeteli uno per uno nella pastella, in modo che ne siano avvolti, panateli con la farina di cocco, immergeteli nell’olio bollente e friggeteli un poco per volta, per qualche minuto, finché siano dorati e croccanti.
Potete servirli con del riso jasmine cotto al vapore, condito con un po’ di salsa nam-pla e guarnito con foglie di coriandolo e fette di lime.
World Press Photo of the Year 2006
Spencer
Young Lebanese drive through devastated neighborhood of
Spot News: 1st prize singles
Man rinses his face after gas pipeline explosion,
Ingredienti: 1 spicchio d’aglio ridotto in poltiglia, 1 cucchiaino di cumino in polvere, due peperoncini rossi sminuzzati, 1 cucchiaio di aceto di riso, 4 cucchiai di zucchero di canna, 2 cucchiai di salsa di soia, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 cucchiaio di olio di sesamo, 1 piccola zucca gialla privata dei semi e tagliata a fette. In una piccola casseruola fate cuocere l’aglio, il cumino, il peperoncino, l’aceto e lo zucchero. Appena iniziano a bollire, abbassate la fiamma e lasciate cuocere lentamente, fin quando diventa uno sciroppo leggero. Travasatelo in una ciotola ed aggiungete la soia, l’olio di oliva e quello di sesamo. Sbollentate per 10 minuti le fette di zucca in acqua salata, scolatele bene e mettetele a marinare nella miscela di olio e peperoncino. Di seguito, arrostitele per 10-12 minuti sul grill, fino a quando siano caramellate, avendo cura di girarle spesso. Servitele calde cospargendole con lo sciroppo di peperoncino.
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Ad una prima lettura di quest'ultimo articolo si potrebbe rimanere perplessi... ancora di più poi se si pensa che assieme alla zuppa queste organizzazioni "caritatevoli" distribuivano anche altri alimenti e vestiti! Sembrerebbe una notizia stridente... Perché vietare la distribuzione di zuppa contenente carne di maiale? Perché si parla di atto di razzismo? Perchè la sua distribuzione minaccerebbe l'ordine pubblico, tanto da scatenare reazioni rabbiose?

Se andiamo ad analizzare il nocciolo della questione emerge una realtà che lascia perplessi per altri motivi...
"Solidarité des Français" (SdF) è un'organizzazione umanitaria che gestisce la distribuzione di "soupe au cochon" (zuppa di maiale), piatto tradizionale francese, a Parigi, Strasburgo e Nizza. Lo scopo principale di SdF, nella distribuzione di zuppa, è quello di escludere gran parte dei senzatetto, musulmani per lo più, ma anche ebrei, che non mangiano carne di maiale. Si tratta, quindi, di un progetto disumano visto che gioca con la fame, le credenze e la civiltà di centinaia di persone, che non sono in grado di difendersi. E' un atto meschino travestito da atto di solidarietà!
Harold Pinter in "Voices in the Tunnel" dice: "...credo che sia colpa del modo con il quale utilizziamo la lingua, il fatto che siamo caduti in questa trappola tremenda, ove parole come libertà, democrazia, valori cristiani, vengono utilizzate per giustificare barbarie ed azioni politicamente scorrette. Abbiamo il serio dovere di sottoporre termini del genere ad un intenso controllo critico. Se non lo facciamo, tanto la nostra etica, quanto il nostro giudizio politico resteranno mortalmente indeboliti..."
Ho creduto necessario postare la ricetta ufficiale della zuppa, assieme alle istrizioni necessarie alla perfetta organizzazione della distribuzione, dettate da SdF... capirete così meglio il suo carattere xenofobo.
SOUP AU COCHON
Preparazione: 2 ore per 2 persone - Cottura: 3 ore
Ingredienti: 2 Kg di pancetta affumicata, 1 orecchio di maiale, 2 zampe e 2 code di maiale, 1 Kg di cipolle, 2 Kg di carote, 2 Kg di patate, 1 kg di porri, 1 Kg di sedano, sale grosso.
Inoltre...: 5 lt di vino di Héraut, 6 baguette, 6 Camembert, 4 grandi barre di quattro/quarti bretone, clementine, 250 gr di caffè + zucchero.
Il materiale, acquistato o recuperato, viene riutilizzato per ogni distribuzione, tranne le ciotole, i cucchiai, i tovaglioli ed i bicchieri che vengono buttati. Sbucciamo le verdure, le laviamo e le tagliamo a pezzetti. La stessa cosa facciamo con la carne, cosicché non sia necessario l'uso di coltelli. Bolliamo tutto in acqua e saliamo. Non dobbiamo aggiungere molta acqua: si dice "zuppa" di maiale, ma il risultato finale è molto meno acquoso di una zuppa classica. Servono 3 ore per la cottura, controlliamo che carne e verdure siano ben cotte. Travasiamo la zuppa nel frigo portatile: la mantiene calda e si chiude ermeticamente.
Una persona distribuisce, ad ogni commensale: una ciotola di zuppa ed un tovagliolo di carta. Un'altra dà un pezzo di pane. Una terza persona dà un bicchiere di vino. Formaggio e dolce sono distribuiti dopo. Il caffè sarà preparato prima e portato nei thermos. Un thermos già zuccherato (8 zollette per ogni litro di caffè) e l'altro non zuccherato.
I vestiti vengono distriduiti alla fine.
Munitevi di dépliants dell'associazione da distribuire ai passanti.
Munitevi di un sacchetto per l'immondizia. E' molto importante lasciare il posto pulito.
Niente file o turni di precedenza. Un'unica condizione è necessaria per mangiare con noi: mangiare la carne di maiale. In caso di dubbio, chiedere la carta di adesione all'associazione SdF. Se la persona non è munita di carta, chiedete i suoi dati e spiegategli che sarà accettato solo se presentato da due nostri membri. Dovete fargli capire che non ne abbiamo abbastanza neanche per i nostri.
Attenzione, formaggio, dolce, caffè, frutta e abiti vanno assieme alla zuppa di maiale: niente zuppa, niente dolce... L'unico nostro motto è: i nostri prima degli altri.

I Greci associavano il 7 all’adorazione di Apollo e di Selene. Sette erano le vacche sacre del dio cantati da Omero (“All'isola della Trinacria arriverai: là numerose pascolano le vacche e le pingue grecci del sole, sette armenti di vacche e sette belle greggi di pecore...” Odissea, XII, 127-133) e sette le corde della lira (strumento al dio tanto caro). Nella mitologia sette erano i fanciulli e sette le fanciulle inviate a Creta come pasto per il Minotauro. Il 7° giorno dalla nascita si dava il nome al neonato... ed ogni 7° giorno gli Spartani facevano sacrifici ad Apollo! Sempre nella tradizione greca, 7 erano i Sapienti e 7 le Meraviglie del Mondo, sintesi della perfetta armonia tra pensiero ed azione. Il sistema Tolemaico poneva al centro dell'Universo la terra, attorno a cui ruotavano, sette sfere concentriche dette Cieli (la Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno). Sette sono anche le stelle che compongono l’Orsa Maggiore ed altrettante quelle che formano l’Orsa Minore.
Anche nella tradizione coranica il sette ha un significato particolare: sette sono le porte dell'inferno ed il mondo è sorretto da 7 colonne poggiate sulle spalle di un gigante, a sua volta sostenuto da un'aquila, che posa su una balena che nuota nel Mare Eterno.

Per i miei auguri natalizi vorrei regalarvi una favola, una favola didattica - come del resto lo sono tutte - una favola il cui significato vorrei che vi colpisca nell'anima e vi aiuti a ritrovare il senso della vostra esistenza.
Ingredienti: 400 gr di miele di timo; 400 gr di pistacchi non salati, ½ cucchiaino di lavanda macinata.
In una casseruola versiamo il miele e lo facciamo cuocere fin quando raggiunga la temperatura di 130°C. La togliamo dal fuoco ed aggiungiamo i pistacchi e la lavanda. Mescoliamo e stendiamo il composto su una superficie antiaderente (tavola di marmo o tagliere di silicone) per lo spessore di 1 cm. Lasciamo raffreddare e tagliamo i croccanti nella forma che vogliamo.
Ingredienti: 220 gr di zucchero, 150 gr di miele, 100 gr di acqua, 50 gr di glucosio, 40 gr di albumi, 300 gr di mandorle pelate, 125 gr di pistacchi non salati, zucchero a velo, 2 gr di olio di masticha.
Facciamo bollire in una pentola lo zucchero, l’acqua e il glucosio. In un’altra pentola facciamo bollire il miele. Montiamo gli albumi a neve e aggiungiamo poco alla volta, ma di continuo, il miele. Iniziamo a battere il miscuglio di zucchero e quando raggiunge la temperatura di 145°C aggiungiamo un poco alla volta, l’albume con il miele. Continuiamo a battere per 25 minuti circa e poi aggiungiamo le mandorle, i pistacchi e l’olio di masticha. Spolveriamo il fondo di una teglia (del diametro di 16x16 cm) con lo zucchero a velo, ci versiamo sopra il composto e lo spolveriamo sopra con altro zucchero a velo. Lasciamo freddare e tagliamo a cubi.

Ingredienti: 100 gr di porri finemente tagliati, 100 gr di cipolline fresche finemente tagliate, 500 gr di spinaci puliti e tagliati, 150 gr di riso, 1 e 1/2 Kg di orate sfilettate, 100 ml di vino bianco, 100 ml di acqua, 60 ml di olio extravergine di oliva, 1 mazzetto di aneto finemente tritato, un piccolo mazzetto di menta finemente tritata, 1 mazzetto di finocchietto, il succo di 1 e 1/2 limone, sale e pepe.
Soffriggiamo i porri e la cipollina fin quando si appassiscono. Alziamo la fiamma ed aggiungiamo gli spinaci, lasciando che tutta l'acqua che rilasciano si assorba. Aggiungiamo il riso, e dopo un minuto l'acqua ed il vino. Abbassiamo la fiamma, coperchiamo e lasciamo cuocere per 25 minuti. Quando il riso è cotto, lo togliamo dalla fiamma, aggiungiamo le erbette, il succo di limone, saliamo e pepiamo. Tagliamo i filetti di orata in circa 20 filettini, li saliamo e pepiamo e li facciamo soffriggere in po' di olio, un paio di minuti per lato.