giovedì, febbraio 08, 2007

I sette vizi capitali: Invidia


"Oh!", diss’io, "padre, che voci son queste?".
E com’io domandai, ecco la terza
dicendo: "Amate da cui male aveste".
E ’l buon maestro: "Questo cinghio sferza
la colpa de la invidia, e però sono
tratte d’amor le corde de la ferza.
Lo fren vuol esser del contrario suono;
credo che l’udirai, per mio avviso,
prima che giunghi al passo del perdono.
Ma ficca li occhi per l’aere ben fiso,
e vedrai gente innanzi a noi sedersi,
e ciascuno è lungo la grotta assiso".
Allora più che prima li occhi apersi;
guarda’mi innanzi, e vidi ombre con manti
al color de la pietra non diversi.
(Purg., XIII, 34-48)
.
L'invidia è il desiderio smodato di possedere ciò che gli altri possiedono... è sofferenza per il bene degli altri. Invidioso è colui che “invidet” (guarda di traverso) un altro uomo, perché non riesce a sopportare che costui goda di un qualche bene che lui non possiede. E’, come la superbia, quello più insito nell’essere umano... (chi di noi non è stato almeno una volta in vita sua invidioso...) e più attuale. Ancora una volta il primo a macchiarsi di tale vizio fu Lucifero, il quale non sopportava che l’uomo godesse di una vicinanza a Dio a lui negata. Poi fu la volta di Caino che non sopportava che suo fratello Abele fosse più amato da Dio; e così via... L'invidia dunque contravviene al precetto evangelico dell'amore verso il prossimo e distrugge la fraternità che Dio ha voluto ci fosse tra gli uomini.
Esiodo, nelle “Due Contese” (Le opere e i giorni, 11-26), individua due tipi di invidia, una buona, che è posta alle radici della terra e che genera negli uomini orgoglio e competizione... ma per migliorare se stessi, che spinge il contadino ozioso ad arare bene, a seminare in maniera eccellente il proprio campo ed a costruirsi una bella casa, per raggiungere lo stesso benessere del proprio vicino... ed un’invidia cattiva, sciagurata, che fa prosperare la guerra e la lotta... “Di Contese non c'è un solo genere, ma sulla terra due ce ne sono: l'una chi la capisce la loda, ma l'altra è degna di biasimo, perché hanno un'indole diversa ed opposta: l'una infatti favorisce guerra cattiva e discordia, crudele, nessun mortale l'ama, ma costretti, per volontà degli dèi, rispettan la triste Contesa”.
Ritengo che l’invidia sia anche il più pericoloso dei peccati... di solito non resta mai senza conseguenze: non solo semina sospetto e diffidenza, ma molto spesso si trasforma in conflittualità, violenza... e morte.
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Zucca rossa d’invidia
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Ingredienti: 1 spicchio d’aglio ridotto in poltiglia, 1 cucchiaino di cumino in polvere, due peperoncini rossi sminuzzati, 1 cucchiaio di aceto di riso, 4 cucchiai di zucchero di canna, 2 cucchiai di salsa di soia, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 cucchiaio di olio di sesamo, 1 piccola zucca gialla privata dei semi e tagliata a fette.

In una piccola casseruola fate cuocere l’aglio, il cumino, il peperoncino, l’aceto e lo zucchero. Appena iniziano a bollire, abbassate la fiamma e lasciate cuocere lentamente, fin quando diventa uno sciroppo leggero. Travasatelo in una ciotola ed aggiungete la soia, l’olio di oliva e quello di sesamo. Sbollentate per 10 minuti le fette di zucca in acqua salata, scolatele bene e mettetele a marinare nella miscela di olio e peperoncino. Di seguito, arrostitele per 10-12 minuti sul grill, fino a quando siano caramellate, avendo cura di girarle spesso. Servitele calde cospargendole con lo sciroppo di peperoncino.

6 commenti:

nini ha detto...

ciao,
è un bella idea, originale!!

voula ha detto...

Carissima Orizzonti,
ο φθόνος-η ζήλεια είναι ένα συναίσθημα καυτό. Καίει τήν ψυχή αυτού που το νοιώθει.
Σύμφωνα με την θεωρία του "όμοια ομοίοις ίονται" το peperoncini rossi είναι ακριβώς αυτό που θα εξουδετερώσει την φωτιά του φθόνου.
Επομένως είναι η τέλεια συνταγή

Anonimo ha detto...

"Ο φθόνος είναι το ευτελέστατον των ελαττωμάτων, το οποίον σέρνεται σαν φίδι στις ψυχές των ανθρώπων"...Οβίδιος!

"...φθόνος, το χειρότερο είδος αυτοτιμωρίας"...Di.Va!

Dimitrios

Elena ha detto...

che bellissimo blog! ti metto tra i miei preferiti appena finisco di scrivere questo commento.

Sono arrivata qui mentre stavo facendo una ricerca in rete sulla cucina tradizionale albanese (segue Polonia, Romania, Lituania, Moldavia, Ucraina, Macedonia, Serbia, Rep. Ceca) per una manifestazione che sto organizzando.

Il tuo post sullo yogurt è interessantissimo, potrei sapere le fonti della tua dissertazione?

Grazie
comidademama-elena

Elena ha detto...

Ah! Ho una zia acquisita che vive ad Atene

orizzontidelgusto ha detto...

Ciao Nini,
credo tu sia nuova di "queste parti"... le idee originali sono l'unica ragione dell'esistenza di questo blog!
Riguardo al commento su Halvas, in Grecia lo stesso nome viene utilizzato per due dolci completamente diversi. Infatti, volendo distinguerlo i greci li chiamano uno Simigdalenios Halvas (Halvas di semolino) e l'altro Halvas Tahinis (Halvas di Tahini).
Grazie della "visita".

@Voula,
L'idea era proprio questa che il fuoco del peperoncino potesse neutralizzare il fuoco dell'invidia. Hai colto il messaggio!
Un abbraccio

@Dimitrios,
"L'invidia è il peggior tipo di autopunizione"... è proprio così!

@Elena,
Grazie per il link... e per i complimenti.